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LE CLASSI

Ricostruzione e sperimentazione archeologica

L’equipaggiamento dei Gladiatori non necessariamente era uguale per tutti, anzi per distinguerli tra di loro e soprattutto per la necessità di spettacolarizzare i combattimenti, erano armati diversamente.

Esistevano, infatti, diverse categorie che venivano associate alla provenienza del guerriero che combatteva utilizzando armi e tecniche del proprio popolo; in seguito le categorie furono assimilate e quindi proposte ai vari gladiatori che si specializzavano nell’uso di una particolare arma o tecnica.

Da principio, si pensava che l’utilizzo del gladio, ovvero spada corta, nei munera, fosse un collegamento col popolo Sannita, in quanto, nelle famose guerre sannite, nel III sec. a.C., furono i primi ad utilizzare questa particolare arma  in battaglia, poiché risultava più efficace nel corpo a corpo.

In seguito, il gladio, fu associato sempre di più come arma da combattimento principale di un gladiatore, ed infatti, dal termine gladio ne deriva il nome gladiatore (combattente col gladio)(1)

L’associazione di un combattente ad una tipologia di gladiatore era deducibile anche dal tipo di fisico che si possedeva.

Combattere con un equipaggiamento pesante era più indicato ad un gladiatore avente caratteristiche fisiche possenti.

I gladiatori veloci nei movimenti erano più predisposti all’uso della sica (gladio ricurvo)(2) sfruttando quindi i veloci affondi laterali.

Chi era agile e resistente nella corsa si specializzava nel combattere contro il gladiatore che utilizzava rete e tridente e quindi penalizzato in questo caso dal possedere un arma lunga; il suo scopo era avvicinarsi il più possibile all’avversario per compensare il divario di lunghezza delle armi contrapposte e quindi rendergli difficile la maneggevolezza del tridente.

Al contrario, quest’ultimo, doveva essere abile nell’utilizzo della rete, per trovare un appiglio nell’armatura dell’avversario, ed anche esperto e robusto nel braccio, per fendere colpi mortali mantenendo in equilibrio il tridente.

Ogni gladiatore descritto faceva parte di una categoria che la Scuola Gladiatori Roma ha dapprima studiato, quindi ricostruito e alla fine sperimentato.

C’è comunque da premettere che non tutte le classi gladiatorie sono esistite contemporaneamente, alcune scomparvero già in età repubblicana come i Samnites (in quanto i romani proclamarono contro quel popolo la “damnatio memoria”, ovvero lo smantellamento delle forme della loro civiltà e quindi della verità storica), altre si modificarono come i Galli poi Murmillones, altre ancora come i Thracis giunsero immutate sino all’età imperiale.

Il vestiario era diverso a seconda della classe di appartenenza. Attraverso le fonti storiche a disposizione, si possono identificare all’incirca una dozzina di categorie, non condivise però da tutti gli studiosi; non era facile, infatti, legare i nomi con le iconografie a disposizione. Il perizoma (subligalicum), la cintura (balteus)(3), l’elmo (galea)(4), la protezione metallica per il braccio (manica)(5), gli schinieri(6) per proteggere le gambe (ocreae e cnemides), facevano parte del vestiario di uso comune a tutte le categorie.

 

Thrax

 

Questa classe deriva dai guerrieri della Tracia (attuale Bulgaria); portavano un elmo (4) dalla calotta emisferica a tesa larga dall'alto cimiero, o lophos, curvato in avanti e ornato da una protome di grifone, con ai lati della calotta due forellini per inserire le piume ornamentali; l'apertura a grata si estende a occupare tutta la parte della visiera; alcuni avevano due aperture circolari munite di grate in corrispondenza degli occhi; una manica al braccio dove viene impugnato l'arma di offesa che è una spada ricurva chiamata sica che fu introdotta proprio da questa figura di guerriero della Tracia; uno scudo rettangolare e alte protezioni agli stinchi e ginocchia (cnemides); inoltre, per proteggere le cosce usavano anche delle fasce di cuoio o metallo (7) poste orizzontalmente.

                                          

Retiarius

 

Ispirati al Dio Tritone, secondo Festo rappresentavano l’abbigliamento da pescatore, infatti la loro tecnica era di avvolgere l’avversario con la rete rendendolo inoffensivo; portavano una placca metallica (galerus)(5) a protezione della gola  e una manica a protezione della spalla, erano privi di elmo, armati di tridente e una corta spada; alcuni avevano delle frange ai ginocchi per abbellire.

Suo classico avversario era il Secutor detto anche Controreziarius; ma si crede che anche il Mirmillo sia stato uno dei suoi tipici avversari in arena; infatti, siccome il gladiatore pesantemente armato rappresentava la murma è facile pensare che avvenisse una contesa tra il "pescatore" ed il  "pesce".

 

 

Mirmillo

 

I mirmillones portavano un elmo (4) a visiera con cresta angolare su cui venivano applicate piume o crini di cavallo, una spada dritta (gladio), una manica di metallo, a volte anche squamata, posta sul braccio armato, un ocrea (6) posta al lato della gamba in cui si difendevano col grande scudo rettangolare che un po’ per verosimiglianza era simile a quello usato dai Galli; infatti il tipo d’armatura del Mirmillo, come scrive Festo, è gallica, così come era denominata questa classe che successivamente tramutò il proprio nome in quanto la tipologia di questo combattente fù associata alla Murma, ovvero quel pesce che vivendo al ridosso degli scogli, e quindi nascosto,  all’improvviso attaccava le sue prede. Pertanto si può pensare che lo scudo gigante rappresenti la difesa di una scogliera, e che al momento più propizio il Mirmillo è pronto ad uscire dal suo riparo per scagliare colpi mortali. Per questa caratteristica è facile pensare che veniva contrapposto spesso al Reziario, mentre molte altre testimonianze lo vedono come classico avversario del Trace.  

                   

 

Provocator e Secutor (Controreziarius)

 

Erano simili tra loro e avevano un elmo ovoidale. Le testimonianze del Provocator sono poche, mentre il Secutor oltre ad avere l’elmo arrotondato aveva lungo la calotta una crista liscia in metallo e con criniera senza appigli per impedire la presa della rete del Reziario, suo antagonista nell’arena; inoltre a differenza del provocatore che aveva due fori agli occhi coperti da grate, l’elmo del Secutor aveva solo due forellini per la visibilità; portavano una manica al braccio armato e un ocrea che come per il Mirmillo era posta sulla gamba del lato in cui era posizionato uno scudo di grosse dimensioni rettangolare e a volte rotondo; l’arma di offesa era il gladio.

Si pensa che l’abbigliamento del Secutor derivi da quello del Sannita.

 

 

Hoplomachi

 

Rappresentano una classe di non facile individuazione. L’etimologia del nome ci fa capire che erano armati pesantemente e spesso vengono paragonati ai Traces per diverse somiglianze. Indossavano un elmo imponente ornato di piume e munito di un orlo ribattuto; l’arma di offesa era il gladio e a volte anche la lancia; per la difesa si servivano di una parmula (piccolo scudo rotondo), una manica al braccio armato e una coppia di cnemides per proteggere le gambe; a volte sono rappresentati con delle fasce orizzontali alle cosce, così come i Traces. I suoi classici avversari erano i Traces e Mirmillones.

 

altre categorie:

Essedari che combattevano su carri (esseda), Sagittarii che usavano arco e frecce, Equites che, armati di lancia, combattevano a cavallo, Dimachaerii che combattevano con due spade o pugi(8) , Velites armati di giavellotto, Laquearii armati di lazo (laqueus) con il quale cercavano di strangolare l’avversario. Di altre si conoscono solo i nomi. Mentre per le donne Gladiatrici le fonti letterarie antiche segnalano la loro presenza con Nerone mentre non esistono molte testimonianze archeologiche.

Le coppie nell’arena erano determinate in base al tipo di armamentario che ogni categoria aveva, le armi di offesa e di difesa dovevano bilanciarsi con quelle dell’avversario. Una categoria a parte era formata dai Venatores che si cimentavano contro le belve (venationes), questi gladiatori di solito avevano solo una tunica e armi di offesa.

         

note:

(1) GLADIO

Si ricorda che le armi della Scuola Gladiatori Roma ed esposte nel Museo Storico-Didattico, sono ricostruzioni fedeli delle stesse utilizzate dai Gladiatori in combattimento, ovvero con lo stesso peso e dimensione, ma per questioni di sicurezza, non sono affilate e tanto meno appuntite; per queste caratteristiche vengono definite armi lusorie; i gladi riprodotti hanno uno lunghezza medie di 50 cm. ed un peso di circa 1,5 chilogrammi. (Durante gli allenamenti venivano utilizzati anche armi, o meglio gladi, di un peso superiore a quelli utilizzati in combattimento. Ciò per abituare il braccio a un peso maggiore e quindi rinforzarlo).

(2) SICA

La "sica", invece, è stata introdotta dal "Trace", tipico guerriero della Tracia, che la adoperava in battaglia. L'abilità nell'uso di quest'arma ha fatto si che al Trace fosse attribuita una categoria.

 

(3) BALTEUS

 

(4) ELMI

  ELMO TRACE      ELMO TRACE      ELMO TRACE    ELMO MIRMILLO
ELMO SECUTOR ELMO SECUTOR ELMO SECUTOR ELMO HOPLOMACO

Dall’esperienza dei Gladiatori “moderni” della Scuola si è potuto stabilire quali fossero gli handicap o punti a favore per ogni Gladiatore rappresentato.

Difatti combattere con un elmo non era necessariamente un vantaggio; o meglio: lo era perché tutti i colpi ricevuti alla testa erano attutiti dalla protezione. Così come combattere utilizzando protezioni al braccio o alle gambe.

Infatti, i Gladiatori della Scuola Gladiatori Roma, hanno provato su se stessi, nel corso della preparazione e messa in scena dei combattimenti, ciò che significava combattere con queste protezioni: elmi, maniche, cnemides o ocree.

I Gladiatori che indossavano un elmo pesante avevano infatti lo svantaggio di avere un grosso peso e quindi di esercitare uno sforzo maggiore con i muscoli del collo; inoltre la visibilità era limitata in quanto spesso gli elmi offrivano esclusivamente una  visione verticale e limitata ai lati; alcuni elmi avevano un'unica grata all’altezza degli occhi, altri addirittura dei piccoli fori; in più c’era una caratteristica importante: gli elmi aderivano perfettamente alla testa del gladiatore altrimenti si sarebbero mossi durante il combattimento e quindi avrebbero creato un problema di visuale maggiore; però l’aderenza al volto limitava la capacità respiratoria e quindi era interesse del gladiatore cercare di finire l’incontro prima che la respirazione degenerasse (ecco perché il Secutor che solitamente era contrapposto al Reziario, che non utilizzava elmo, doveva essere scattante e veloce nella corsa, per cercare di colpirlo mortalmente nel minor tempo possibile, onde evitare l’inevitabile insufficienza respiratoria; al contrario, l’interesse del reziario era quello di prolungare il combattimento ed essere inseguito, quindi indebolire l’avversario e finirlo). Si pensa che l’utilizzo di questi tipi di elmi, a causa dei colpi ricevuti frontalmente, provocasse spesso la rottura del setto nasale.

Alcuni elmi importanti sono stati ritrovati in scavi archeologici di Pompei, nel Museo vi si trovano copie di quelli maggiormente conosciuti.

        

(5) PROTEZIONI ALTE - MANICHE E GALERUS

 MANICA GLADIATORE MANICA REZIARIO  GALERUS

                                   

La manica, solitamente veniva indossata sul braccio in cui il Gladiatore usava anche la spada, in quanto nell’altra vi era lo scudo.

Dalla sperimentazione della S.G.R. i movimenti del braccio di offesa risultano leggermente limitati rispetto all’utilizzo di un gladio con il braccio libero da protezione.

Ciò per dimostrare che nella preparazione di ogni sorta di incontro, bisogna aver cura prima di una buona difesa e di ottime protezioni per studiare successivamente un attacco efficace.

Quindi, per quanto sia poco limitato il movimento del braccio, averlo adeguatamente protetto ne fa guadagnare una buona protezione, ed attutire la forza dei colpi portati su di esso è fondamentale.

Per il Reziario il discorso della manica è diverso rispetto a quelle adoperate dagli altri gladiatori. Molte testimonianze, tra cui i famosi mosaici di Gladiatori esposti nella Galleria Borghese di Roma, riportano diversi Reziarii che indossano la manica al braccio sinistro. Ciò farebbe presupporre che fossero mancini; invece la sperimentazione dei Gladiatori della Scuola Gladiatori Roma ha elaborato una tesi al quanto attendibile. I Reziari combattevano con rete e tridente. Si presume che la maggior parte dei gladiatori, come da testimonianze iconografiche, erano destri e quindi portavano la manica di protezione sul braccio in cui vi era posta l’arma di offesa.

I Reziari invece portavano la manica di protezione ed il galerus sul braccio sinistro. Questo non perché fossero mancini ma in quanto la mano destra che utilizzavano per far volteggiare la rete, doveva avere piena libertà di movimento; cosa che non sarebbe avvenuta se fosse stato presente in quel braccio la manica col galerus.

Sul braccio sinistro del Reziario, quindi, è posta la manica e terminale di offesa risulta essere il tridente, che non incontra alcuna limitazione nei movimenti di affondo.

 

(6) PROTEZIONI BASSE - SCHINIERI

Gli schinieri erano delle protezioni che coprivano le gambe e alcuni fin sopra i ginocchi ed erano distinte in due tipi.

I cnemidis erano quelle protezioni molto alte, che coprivano fin sopra al ginocchio. Avevano una conformazione ad incavo all’altezza del ginocchio stesso per permettervi comodo alloggio e quindi dare libertà di movimento in trazione.  I Traci e gli Hoplomaci le utilizzavano ad entrambe le gambe in quanto combattevano con uno scudo piccolo e quindi per offrire più protezione alle stesse.

Le ocree avevano una consistenza simile ai cnemides e come essi erano assicurati ai polpacci tramite corregge infilate in piccoli anelli visibili posteriormente ma a loro differenza erano più corti, quindi offrivano il ginocchio libero e presentavano un incavo in basso per il piede.

Tale protezione era ridotta in quanto i Gladiatori che l’adoperavano, Mirmilloni e Secutor, non avevano bisogno di proteggere il ginocchio perché combattevano con uno scudo di grandi dimensioni che gli permetteva un’ottima protezione allo stesso.

Utilizzando queste protezioni si garantiva una certa protezione agli arti inferiori ma la mobilità risultava ridotta, in quanto gli spostamenti erano meno fluidi in quanto vi era un peso alle gambe. Ma si crede che i Gladiatori di duemila anni fa, così come facevano in allenamento utilizzando gladi molto superiori in peso di quelli utilizzati nei combattimenti in arena, possano aver studiato degli accorgimenti di questo tipo.

(7) FASCE ORIZZONTALI DI CUOIO PARA COSCE

 

(8) Pugio

 

SCUDI

SCUDO MIRMILLO  SCUDO SECUTOR  SCUDO TRACE SCUDO HOPLOMACO

     

Altro elemento difensivo era lo scudo che, come detto nelle categorie, cambiava in base al gladiatore che lo utilizzava; si combatteva per difendere la propria vita, quindi l’interesse principale era di essere quanto più invulnerabili possibili.

Lo spettacolo era comunque assicurato dall’atto finale del combattimento... Pollice verso!

                                                                                       

 

“GUANTI DI PROTEZIONE”

Altre protezioni, riscontrate in diversi basso rilievi, ed in maggior modo nel Museo della Civitella di Chieti, erano quelle alle mani. Da uno studio attento, infatti, risulta che diversi gladiatori ricorrevano a delle protezioni che avvolgevano completamente la mano che impugnava il gladio.

Nella Scuola Gladiatori Roma si è constatato più volte come l’utilizzo di questi “guantini” fosse stato utile.

 

 

 

 

 

 
 
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